22.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura3 giorni fa

Clima, la corsa contro il tempo: Terra Giusta convoca quattro voci

L’associazione rilancia il confronto sull’emergenza ambientale con un ciclo di interviste dedicato a cause, rischi e possibili risposte collettive.

La risposta all’emergenza climatica non può più essere rinviata: servono strumenti per capire cosa sta accadendo e trasformare la consapevolezza in pressione politica. È questo l’obiettivo del nuovo ciclo di interviste promosso da Terra Giusta, realtà attiva da anni su sostenibilità, territori, educazione, diritti e beni comuni.

L’associazione ha coinvolto Luca Mercalli, climatologo, Telmo Pievani, filosofo dell’evoluzione e scienziato, Monica Di Sisto, vicepresidente dell’Osservatorio italiano su Commercio e Clima di Fairwatch, e Marco D’Eramo, sociologo e giornalista. Le conversazioni cercheranno di affrontare le domande che riguardano il futuro della specie: se esista ancora un margine per intervenire, quali conseguenze attendersi e chi debba assumersi la responsabilità di agire.


Terra Giusta cerca nuove risposte

Il progetto raccoglie l’eredità culturale e politica coltivata anche insieme a Domenico De Masi, tra i fondatori dell’associazione. L’intento è riportare al centro del dibattito pubblico un tema che, nonostante la sua portata, continua a essere trattato con una frequenza e un’urgenza inferiori a quelle necessarie.

Secondo i promotori, non basta più limitarsi a osservare il problema. Occorre costruire alleanze tra istituzioni, comunità locali, imprese, sindacati, associazioni e cittadini, mantenendo aperto il confronto fino a tradurlo in decisioni concrete e in una mobilitazione continuativa.


Un’estate che ha lasciato il segno

I dati più recenti rendono difficile considerare l’emergenza come una prospettiva lontana. CNR e Copernicus indicano il 2026 come l’anno dell’estate più calda mai registrata a livello globale e in Italia dal 1950; uno studio pubblicato dal Guardian ha inoltre stimato almeno 35mila decessi in Europa collegati alle temperature estreme.

A ciò si aggiunge la valutazione diffusa questo mese dall’Onu: l’obiettivo fissato dall’accordo di Parigi del 2015, che puntava a contenere l’incremento medio della temperatura entro 1.5°C, non appare più raggiungibile. Anche nello scenario più favorevole, il riscaldamento potrebbe stabilizzarsi oltre 1.8°C, con una prospettiva di estati torride e fenomeni estremi destinata a protrarsi per anni o decenni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La politica resta sotto pressione

Nel testo si contesta il peso assegnato alle priorità geopolitiche ed economiche rispetto alla tutela del clima. Guerre, controllo delle risorse energetiche e difesa degli interessi legati ai combustibili fossili continuano a orientare le agende pubbliche, mentre gli operatori che traggono vantaggio dall’attuale modello produttivo contribuiscono a rallentare il cambiamento.

La questione ambientale, osservano i promotori, non riguarda soltanto conti pubblici, prezzi dell’energia o imposizione fiscale. In gioco c’è la possibilità stessa di mantenere condizioni di vita sicure, mentre la discussione nei telegiornali, nei talk show, sulla stampa e sui social non le riconosce ancora uno spazio proporzionato alla gravità della situazione.


Evitare la trappola dell’estinzione

Telmo Pievani ha definito il rischio per l’umanità una “trappola evolutiva”: una dinamica nella quale una specie, incapace di prevedere gli effetti delle proprie scelte, finisce per creare le condizioni della propria scomparsa. L’avvertimento riguarda soprattutto il debito lasciato alle generazioni future e la superficialità con cui viene affrontata la crisi.

Per Terra Giusta, la consapevolezza deve quindi diventare iniziativa. L’obiettivo delle interviste è offrire chiavi di lettura, indicazioni operative e argomenti utili a una discussione pubblica che non si esaurisca nell’allarme, ma coinvolga governi nazionali e locali, agenzie territoriali, mondo produttivo e società civile.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere