Cinque anni a Panahi, sequestrati beni e conti in Iran
Il regista era rientrato ad aprile, pur sapendo di rischiare l’arresto; il film era candidato all’Oscar.
Panahi dovrà scontare cinque anni di carcere in Iran. Per il regista, critico della Repubblica islamica e vincitore della Palma d’Oro a Cannes, sono stati inoltre sequestrati i beni e congelati i conti bancari.
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La condanna al regista
La decisione colpisce uno degli autori iraniani più apertamente contrari al sistema politico del Paese. Panahi aveva scelto di rientrare in Iran ad aprile, nonostante la consapevolezza che il ritorno potesse portarlo nuovamente in prigione.
La pena arriva dopo anni di contrasti con le autorità. Il cineasta aveva già subito restrizioni legate alla sua attività e alla sua posizione pubblica, mantenendo comunque una presenza riconosciuta nel cinema internazionale.
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Il film candidato all’Oscar
L’ultimo lavoro di Panahi, Un semplice incidente, aveva ottenuto una candidatura all’Oscar. Il film aveva così portato il nome del regista iraniano all’attenzione del pubblico internazionale anche al di fuori del circuito dei festival.
Panahi aveva inoltre conquistato la Palma d’Oro a Cannes, uno dei principali riconoscimenti del cinema mondiale. Ora, oltre alla detenzione, dovrà fare i conti con il sequestro del patrimonio e con il blocco dei propri conti bancari.
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