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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Catasto, stretta sugli immobili fantasma: 20mila avvisi in arrivo

La ricognizione digitale del territorio è quasi conclusa e apre la strada a controlli sulle abitazioni non registrate o con dati catastali non aggiornati.

Nel 2025 circa 70mila immobili interessati da bonus edilizi sono stati aggiornati spontaneamente dai proprietari, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente. Il dato segnala l’effetto della campagna di verifiche avviata per individuare variazioni mai comunicate al Catasto.


Bonus edilizi, già 70mila correzioni

L’incremento delle dichiarazioni è maturato anche senza un intervento diretto degli uffici. La prospettiva di nuovi controlli ha spinto numerosi contribuenti a sistemare autonomamente la propria posizione, oltre agli aggiornamenti effettuati in seguito alla ricezione di una comunicazione dell’amministrazione finanziaria.

La campagna è attiva dall’inizio del 2025 e riguarda, tra gli altri, gli immobili sottoposti a lavori di efficientamento energetico o di miglioramento strutturale sostenuti, totalmente o parzialmente, con risorse pubbliche dal 2019.


Nel mirino anche 21.600 immobili

Nel secondo trimestre del 2026 l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso circa 21.600 inviti alla regolarizzazione catastale relativi a fabbricati coinvolti negli interventi agevolati. Le comunicazioni rappresentano uno dei due principali filoni dell’attività di controllo, accanto alla ricerca degli edifici che non risultano mai registrati.

Il secondo gruppo di verifiche riguarda invece le situazioni più evidenti: costruzioni completamente assenti dagli archivi immobiliari. Per questi casi è prevista una nuova ondata di 20mila lettere, già in parte spedite o destinate a partire entro la fine del 2026.

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Foto aeree per scoprire gli abusi

Il lavoro di ricognizione punta a far emergere fabbricati interi, piani aggiuntivi, ampliamenti e pertinenze come box o depositi che non compaiono nelle banche dati pubbliche. Per confrontare ciò che è registrato con ciò che esiste sul territorio vengono utilizzate immagini aeree e strumenti di intelligenza artificiale.

La procedura mette a confronto la cartografia catastale con le ortofoto messe a disposizione dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Le differenze individuate vengono poi esaminate dagli uffici, che svolgono gli approfondimenti necessari prima di procedere con le comunicazioni ai proprietari.


Ricognizione quasi completata

La mappatura ha già interessato 95 province, mentre in altre quattro le attività sono state avviate. Nel complesso risulta coperto il 96% del territorio italiano e il completamento dell’intero rilevamento è previsto entro la fine dell’anno.

Il programma è indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica e prepara una fase più ampia di verifiche. L’obiettivo è allineare gli archivi catastali alla situazione reale degli immobili, chiedendo ai contribuenti di dichiarare le unità o le modifiche edilizie ancora assenti dai registri.

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