Caso Poggi, per Sempio l’accusa resta la stessa: cosa emerge ora
La Procura di Pavia ha notificato un nuovo avviso di chiusura delle indagini: le consulenze aggiuntive non modificano la contestazione a carico di Andrea Sempio.
Le nuove consulenze non cambiano la contestazione formulata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio. Agli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia è stato notificato nel pomeriggio del 28 settembre un ulteriore avviso di chiusura delle indagini.
Al centro resta l’accusa per l’omicidio di Chiara Poggi, che secondo l’impostazione dei pm sarebbe stato commesso la mattina del 13 agosto, quando Sempio aveva 19 anni. Gli approfondimenti integrativi, dunque, non hanno portato a una modifica del capo di incolpazione.
Le consulenze non cambiano l’accusa
Il nuovo atto recepisce gli elementi emersi dalle consulenze svolte nel corso degli approfondimenti. Il loro contenuto, per quanto riferito, viene considerato compatibile con l’impianto accusatorio già delineato dalla Procura di Pavia.
La difesa ha ricevuto la notifica nel pomeriggio del 28 settembre. Da quel momento, per i legali di Sempio, resta confermata la contestazione già comunicata nell’ambito dell’inchiesta.
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L’ipotesi dei pm sull’omicidio
La Procura sostiene che Chiara Poggi sarebbe stata uccisa con crudeltà e per motivi ritenuti abietti. L’ipotesi investigativa collega il movente al rancore maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima.
Sempio, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe agito contro Poggi nella mattina del 13 agosto. Il nuovo avviso non modifica né la qualificazione dei fatti contestati né il quadro dell’accusa già formulato dai pubblici ministeri.
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