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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Casalecchio, la voce di Gaza arriva con Be My Voice

Disegni, poesie e testimonianze di Alhassan Selmi raccontano la guerra alla Casa della Solidarietà

La mostra Be My Voice è stata allestita alla Casa della Solidarietà di Casalecchio di Reno, nel Bolognese, per raccontare la tragedia della popolazione palestinese di Gaza.

L’incontro con gli autori e il pubblico ha suscitato una partecipazione intensa. Alhassan Selmi, Marcella Brancaforte e Raffaele Oriani hanno risposto alle numerose domande in una sala gremita, durante l’appuntamento promosso da Assopace Palestina, Percorsi di Pace, Teatri di Vita e Casa della Solidarietà, con il patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno.

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Disegni e parole dalla Striscia

Il progetto nasce dal confronto avviato nel giugno 2024 tra Selmi, fotoreporter e videomaker di Gaza, e Brancaforte, illustratrice specializzata nel disegno per ragazzi. Le immagini dell’artista accompagnano versi, brevi testi e testimonianze, creando una narrazione composta da circa mille tavole.

Il lavoro porta sulla carta il racconto quotidiano di una guerra che ha colpito abitazioni, scuole, ospedali e luoghi di culto. Il tratto dell’illustratrice, definito naif e insieme delicato, rende accessibile il contenuto senza attenuare la gravità delle vicende rappresentate. La mostra, già presentata in diverse periferie italiane, è stata descritta dagli organizzatori come un’opera in movimento, destinata a raggiungere altre città.


La testimonianza di Selmi

Selmi ha 33 anni, è laureato e ha sempre vissuto a Gaza, dove ha lavorato come giornalista collaborando con testate e reti televisive italiane ed europee. Nel corso dell’incontro ha parlato della morte come di una presenza quotidiana e ha ricordato i colleghi uccisi mentre documentavano ciò che accade nella Striscia.

Secondo il suo racconto, oltre 250 giornalisti sono stati assassinati nel tentativo di impedire che le informazioni da Gaza raggiungessero il resto del mondo. Il reporter ha descritto Israele come una macchina da guerra che colpisce attraverso i bombardamenti, la distruzione delle infrastrutture e la privazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali.

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Nonostante la violenza subita, Selmi continua a indicare nella capacità di resistere e ricostruire una delle risorse del popolo palestinese. Ha spiegato che gli abitanti di Gaza sono pronti a ripartire anche dopo aver perso tutto, sostenendo che la loro rinascita sarebbe possibile persino dopo una distruzione totale.


Il luogo e gli altri autori

La Casa della Solidarietà “Alexander Dubček” occupa l’edificio che in passato ospitava l’Istituto Salvemini. Il 6 dicembre 1990 un aereo militare precipitò sulla struttura: dodici studenti morirono e altre ottantotto persone, tra alunni e personale scolastico, rimasero ferite.

Proprio in questo spazio, oggi sede di varie associazioni di volontariato, Selmi ha parlato della Palestina come della Terrasanta. La sua prospettiva, lontana dall’odio verso l’avversario, immagina una convivenza pacifica tra musulmani, ebrei, cristiani e persone di ogni cultura, fondata sul rispetto dei diritti umani. Per raggiungere questo obiettivo, ha osservato, sarà ancora necessario battersi.

A completare il lavoro è intervenuto Raffaele Oriani, giornalista che lasciò Repubblica dopo aver contestato la linea editoriale del quotidiano sulla Palestina. Con Selmi ha pubblicato due libri, “Hassan e il genocidio” e “Il popolo meraviglioso”, entrambi editi da People e illustrati da Brancaforte.

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