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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Caraibi, il sargasso mette sotto pressione il turismo messicano

Quasi 23 milioni di tonnellate hanno raggiunto la regione; Quintana Roo registra cali negli arrivi e nelle presenze alberghiere.

Nel Mar dei Caraibi occidentale è stato rilevato il più grande accumulo di sargasso mai osservato: quasi 23 milioni di tonnellate.

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La risposta del Messico

Il governo di Claudia Sheinbaum ha destinato 115 milioni di dollari al rafforzamento delle attività della Marina, con l’obiettivo di recuperare le alghe direttamente in mare. L’annuncio dell’investimento risale a luglio.

Tra gennaio e settembre le unità navali hanno rimosso quasi 25.000 tonnellate di sargasso, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il quantitativo resta però inferiore a un terzo di quello raccolto dagli operatori lungo le spiagge.


Effetti su arrivi e alberghi

La presenza dell’alga si aggiunge alle difficoltà già affrontate dal turismo messicano. Tra i fattori citati figurano l’aumento delle spese di viaggio legato alla guerra in Iran e la violenza connessa ai conflitti tra i cartelli della droga.

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Nei primi sette mesi del 2026, gli aeroporti di Quintana Roo, lo Stato che comprende la Riviera Maya, hanno movimentato circa il 6% di passeggeri in meno. Nello stesso periodo, il tasso di occupazione degli alberghi è sceso di quasi 4%.


Un fenomeno legato al clima

Le stime arrivano dai dati satellitari elaborati dal Laboratorio di oceanografia ottica dell’Università della Florida del Sud. Il risultato supera ogni precedente rilevazione nella parte occidentale dei Caraibi.

L’espansione dell’alga riguarda anche altre aree caraibiche e la costa degli Stati Uniti, in una crescita favorita dal cambiamento climatico. La fioritura dovrebbe ridursi entro novembre, mentre le misure adottate dal Messico vengono osservate come possibile prova di una risposta collettiva e sostenibile.

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