Caracas contro Montevideo: la crisi esplode dopo le accuse
Il governo venezuelano reagisce alle parole del ministro uruguaiano e rilancia lo scontro diplomatico sulla legittimità di Delcy Rodríguez
Il ministro degli Esteri venezuelano Félix Plasencia ha bollato come «ingerenza inammissibile» le dichiarazioni arrivate da Montevideo, accusando l’Uruguay di ignorare la sovranità e il diritto all’autodeterminazione del popolo venezuelano. La presa di posizione aggiunge un nuovo capitolo alla crisi tra i due Paesi.
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Rapporti diplomatici ancora congelati
Le relazioni ufficiali tra Venezuela e Uruguay sono sospese dal 2024, quando la contestata rielezione di Nicolás Maduro ha aggravato le divisioni politiche nella regione. Da allora non si è aperto un percorso concreto per il ripristino dei rapporti bilaterali.
Montevideo mantiene infatti una posizione rigida nei confronti delle autorità di Caracas. Il governo uruguaiano ha già escluso il ritorno alla normalità diplomatica finché il Venezuela non organizzerà elezioni democratiche, accompagnate dalla certificazione di un tribunale indipendente.
L’attacco del viceministro venezuelano
A far salire ulteriormente la tensione sono state le parole di William Castillo, viceministro venezuelano delle Politiche anti-blocco. In risposta alle valutazioni espresse dall’Uruguay, Castillo ha descritto il Paese come «una provincia argentina» guidata da un «governo progressista» e ha invitato Montevideo a concentrarsi sulle proprie difficoltà interne.
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Il viceministro ha inoltre definito «stupido» l’intervento uruguaiano nelle questioni venezuelane. Il suo messaggio è arrivato dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Mario Lubetkin, riaccendendo lo scontro pubblico tra i due governi.
Montevideo contesta la legittimità
Lubetkin ha sostenuto che l’Uruguay non considera legittima Delcy Rodríguez nel ruolo di presidente ad interim. La stessa posizione, ha spiegato, era stata adottata nei confronti di Nicolás Maduro, il presidente deposto e arrestato dagli Stati Uniti.
Secondo il ministro uruguaiano, la linea di Montevideo non cambierà fino a quando il Venezuela non avrà svolto consultazioni elettorali democratiche e verificabili. La richiesta di garanzie indipendenti resta quindi al centro del confronto, mentre le dichiarazioni incrociate rendono più difficile una distensione tra i due Paesi.
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