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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bolsonaro si propone di guidare l’opposizione da Miami

Il senatore accusa di frode elettorale i sostenitori di Lula e contesta il conteggio ufficiale dei voti.

Flavio Bolsonaro ha lasciato il Brasile e ha annunciato dagli Stati Uniti la guida dell’opposizione al presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Il quadro diplomatico resta aperto: gli Stati Uniti non hanno ancora riconosciuto formalmente la vittoria di Lula. Sul piano interno, intanto, il senatore deve fare i conti con il provvedimento che ha portato al sequestro dei suoi passaporti.

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Le accuse contro i magistrati

Nel mirino di Bolsonaro è finito Alexandre de Moraes, anche se il suo nome non viene citato direttamente. Sul magistrato gravano, secondo il senatore, elementi emersi dalle indagini sul caso Banco Master e relativi ai rapporti con il banchiere Daniel Vorcaro.

Bolsonaro ha inoltre contestato la decisione di Cristiano Zanin, giudice della Corte Suprema ed ex avvocato di Lula, di estendere di due ore l’apertura dei seggi. A suo giudizio, quella scelta avrebbe permesso al presidente uscente di ottenere più di dieci milioni di voti aggiuntivi tra il primo e il secondo turno.


La versione di Bolsonaro sul voto

In una dichiarazione pubblicata sul suo profilo X, il senatore ha sostenuto di essere il presidente eletto e ha accusato di frode elettorale i responsabili della vittoria di Lula. «Sono io il presidente eletto e i criminali che hanno rubato le elezioni in Brasile fanno parte di un’organizzazione criminale che ha instaurato una tirannia», ha scritto.

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I dati ufficiali del Tribunale Superiore Elettorale non confermano però questa ricostruzione. Dopo le 17, orario previsto per la chiusura delle operazioni, furono registrati circa 34 mila voti, non il volume indicato dal parlamentare.


Il trasferimento negli Stati Uniti

Bolsonaro ha respinto l’idea di essere scappato dal Paese e ha presentato il trasferimento come una scelta politica. «Non sono fuggito dal Brasile, ma sono uscito per il Brasile», ha affermato, sostenendo di voler agire da fuori per guidare il fronte contrario a Lula.

Nel suo messaggio ha accostato la propria posizione a quella di Charles de Gaulle e degli oppositori venezuelani costretti all’esilio. Il cambio di linea è arrivato dopo che, appena 24 ore prima, aveva detto di non voler contestare il risultato elettorale né lasciare il Brasile.

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