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Attualità 1 min di lettura45 min fa

Bochicchio, il tesoro degli eredi finisce sotto sequestro: oltre 9 milioni

La Guardia di finanza ha bloccato immobili, società e opere d’arte riconducibili all’ex intermediario, morto nel 2022 e accusato di una frode basata sullo schema Ponzi.

Un patrimonio superiore ai 9 milioni di euro è stato congelato dopo la morte di Massimo Bochicchio. Il provvedimento non riguarda direttamente l’ex intermediario finanziario, deceduto nel 2022, ma i suoi eredi: nel mirino sono finiti beni situati in Italia e all’estero, insieme a partecipazioni societarie e opere d’arte.

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Immobili e società sotto sigillo

L’operazione ha interessato due appartamenti, uno a Miami e uno a Londra. La misura comprende anche le quote e il patrimonio aziendale di otto società, costituite in Italia o secondo il diritto estero.

Le attività investigative sono state condotte dal G.I.C.O. del nucleo di Polizia economica-finanziaria di Roma. Gli accertamenti hanno ricostruito la consistenza economica e patrimoniale dei beni ritenuti collegati a Bochicchio, portando all’esecuzione del sequestro nei confronti dei suoi successori.


Anche quadri e sculture nel provvedimento

Tra gli oggetti bloccati figurano dipinti e sculture attribuiti ad Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla. Il valore complessivo dell’insieme dei beni sottoposti alla misura supera i 9 milioni di euro.

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L’inchiesta della procura di Roma contestava a Bochicchio la truffa e l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’attività sarebbe proseguita almeno dal 1999 al 2022 attraverso alcune società di diritto inglese.


L’accusa: un sistema Ponzi

La frode, secondo gli investigatori, avrebbe seguito lo schema Ponzi: i rendimenti promessi ai primi aderenti sarebbero stati finanziati con il denaro versato dai nuovi investitori, invece di provenire da investimenti realmente redditizi.

Tra le persone che avrebbero subito perdite figurano professionisti conosciuti e personalità dello sport. Nell’elenco sono stati citati anche il calciatore del Genoa Stephan El Shaarawy e Antonio Conte, già commissario tecnico della nazionale.

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