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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Allarmi nucleari falsi, hackerate le app di emergenza

Notifiche su rischi radioattivi e chimici hanno raggiunto telefoni civili; Kiev accusa Mosca, ma mancano conferme indipendenti.

Falsi avvisi su minacce nucleari e chimiche sono comparsi nella notte sulle applicazioni di emergenza di Ucraina e Russia. Gli episodi si sono verificati mentre terminava la tregua umanitaria di Oleshky, durata sei giorni.

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Gli avvisi diffusi a Kiev

A Kiev, alle 22.47 di domenica 1 novembre, l’applicazione Air Alert ha segnalato rischi radiologici e chimici, oltre a combattimenti nelle strade della capitale. Un messaggio attribuiva alla Russia il lancio di un missile ipersonico Oreshnik, potenzialmente equipaggiabile con una testata nucleare, e annunciava un allarme atomico in tutto il Paese.

L’Aeronautica militare ucraina ha smentito la presenza di radiazioni pericolose e ha parlato di «interferenza nemica» ai danni del sistema. Il servizio è stato sospeso per consentire agli sviluppatori di controllare l’applicazione e ripristinarne il funzionamento. Kiev ha poi puntato il dito contro Mosca, osservando che gli avvisi erano scritti in russo, sebbene le comunicazioni ufficiali debbano essere diffuse in ucraino.


Le notifiche arrivate in Russia

Qualche ora più tardi, messaggi analoghi hanno raggiunto gli utenti dell’applicazione del ministero russo per le Situazioni di emergenza. Le notifiche parlavano di missili nucleari in arrivo, invitavano a procurarsi provviste sufficienti per tre settimane e consigliavano di raggiungere le cantine.

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All’alba di lunedì, il gruppo filoucraino Atesh ha pubblicato su Telegram un’immagine del falso messaggio, accompagnandola con la frase: «L’app del ministero per le Situazioni di emergenza è stata hackerata!». Il ministero ha confermato l’attacco informatico, ma non sono stati identificati i responsabili.


I dubbi sulla matrice degli attacchi

Per ora non è stato accertato se le incursioni contro i sistemi dei due Paesi siano collegate. Non è stata inoltre dimostrata una relazione diretta con la conclusione della tregua di Oleshky, mediata da Papa Leone XIV e Melania Trump.

Dopo la fine dell’intesa, Kiev e Mosca hanno fornito interpretazioni differenti sul suo significato. L’Ucraina la considera un possibile punto di partenza per ampliare gli accordi, mentre la Russia la descrive come un episodio limitato. A novembre è attesa la ripresa dei colloqui tra i rappresentanti dei due Paesi e degli Stati Uniti.

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