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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Alla Scala torna il Faust con Erath e grandi interpreti

La produzione ha debuttato il 24 ottobre e resterà in cartellone fino all’8 novembre con due cast alternati

Il Faust di Charles Gounod è tornato alla Scala con la regia di Johannes Erath, al debutto nel teatro milanese. La produzione, accolta da applausi calorosi, sarà replicata il 3, 5 e 8 novembre.

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Una lettura lontana dal realismo

Erath porta in scena un universo sospeso tra sogno e surrealtà, rifiutando un’ambientazione realistica. Il progetto è costruito con le scene di Heike Schele, i costumi di Gesine Vollm, le luci di Fabio Antoci e i video in bianco e nero di Bibi Abel, che in alcuni momenti si estendono sull’intero palcoscenico.

Nel secondo atto compare anche un circo legato all’atmosfera della fiera e del luna park. Per il regista tedesco, quel movimento continuo rappresenta la fuga dalla normalità. Le immagini più iperboliche e clownesche suggeriscono inoltre che la realtà possa essere meno ordinata e concreta di quanto sembri.

La contrapposizione tra i personaggi attraversa tutta la messinscena. Mefistofele, interpretato dal basso-baritono Alex Esposito, diventa la rappresentazione delle zone oscure dell’animo umano. Marguerite, affidata al soprano Ekaterina Bakanova e alternata nelle altre recite da Marina Rebeka, è invece raffigurata come una funambola sospesa nel vuoto, capace di mantenere l’equilibrio grazie alla fede.


Il cast e la direzione musicale

Julien Dran interpreta Faust, mentre in alcune repliche il ruolo sarà sostenuto dal tenore italiano Vittorio Grigolo. La regia presenta il protagonista come un uomo anziano che ha osservato e ragionato a lungo senza aver realmente vissuto: il suo bisogno di controllare ogni cosa gli impedisce di lasciarsi coinvolgere dai sentimenti.

Completano il cast Kevin Godinez nel ruolo di Valentin, Marcela Rahal in quello di Siebel, Xhieldo Hyseni come Wagner e Hyeonsolo Park nei panni di Marthe. Park è allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala. Gli interpreti hanno ricevuto una calorosa risposta dal pubblico al termine della rappresentazione.

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Sul podio c’è Daniele Rustioni, che ha guidato l’orchestra con energia, attenzione al racconto teatrale e grande elasticità nell’accompagnare le voci. Il direttore ha assecondato le variazioni del fraseggio senza irrigidire la partitura in un ritmo uniforme.

Anche il Coro del Teatro alla Scala, diretto da Alberto Malazzi, contribuisce alla resa musicale dello spettacolo. La produzione è stata realizzata insieme ad altri teatri europei.


Dalla leggenda al dramma amoroso

Gounod compose il Faust a partire dal mito di Goethe, ma ne ridusse la componente filosofica e metafisica per concentrarsi sul rapporto tra Faust e Marguerite. Il lavoro debuttò nel 1859 e fu poi trasformato in opera di ampie proporzioni per la rappresentazione del 1869 al Teatro dell’Opera di Parigi, con l’eliminazione dei dialoghi recitati e l’inserimento di un balletto.

Il successo arrivò rapidamente. In un quarto di secolo l’opera raggiunse la millesima rappresentazione, risultato particolarmente notevole se confrontato con i settant’anni impiegati da Les Huguenots di Meyerbeer per arrivare allo stesso traguardo.

La centralità di Marguerite, sia sul piano drammaturgico sia su quello musicale, ha portato il musicologo Emilio Sala a definire questa versione una “margheritizzazione” del mito. Goethe, nel 1829, aveva invece giudicato impossibile trovare una musica adeguata al Faust: “È assolutamente impossibile”, aveva risposto allo scrittore Eckermann che gli augurava la nascita di una simile composizione.

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