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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

ADE, 30 anni e una domanda: quale futuro per la notte

Dal 21 al 25 ottobre Amsterdam ospiterà artisti, professionisti e pubblico in oltre 200 luoghi, tra concerti, installazioni e un nuovo indice sulla cultura notturna.

La musica elettronica non si misura soltanto contando biglietti, serate e presenze. Per capire come evolverà davvero la notte servono anche dati su accessibilità, comunità, rappresentanza e possibilità offerte agli artisti emergenti: è da questa domanda che prende forma la trentesima edizione dell’Amsterdam Dance Event, in programma dal 21 al 25 ottobre.


La notte diventa un laboratorio

Durante ADE Pro verrà presentato il Nighttime Culture Index, elaborato insieme a VibeLab per valutare la salute culturale della vita notturna. La prima rilevazione riguarderà Amsterdam, Lagos, New York, San Paolo, Seoul e Sydney, prendendo in esame anche gli spazi disponibili, le politiche pubbliche e la sostenibilità.

I risultati confluiranno in una piattaforma accessibile al pubblico e in un rapporto dedicato. L’obiettivo è andare oltre i numeri più immediati e osservare chi riesce a entrare in un settore, quali luoghi siano realmente aperti a tutti e quali condizioni contribuiscano alla musica che verrà ascoltata negli anni successivi.


Un programma impossibile da vedere tutto

La vastità dell’appuntamento impone a ogni visitatore di costruirsi un percorso personale. Nell’aggiornamento diffuso il 1° settembre, gli organizzatori avevano annunciato più di 1.500 artisti già confermati, mentre il programma definitivo dovrebbe superare quota 3.300 nomi distribuiti in oltre 200 sedi.

Tra i protagonisti figurano Âme, Ben Klock, HAAi, Maceo Plex, Todd Terry e DJ Stingray 313. Accanto ai grandi eventi, la manifestazione proporrà quindi una quantità di occasioni molto diversa tra loro: il pubblico potrà passare da un club a uno spazio dedicato all’arte, scegliendo ogni volta un modo differente di vivere l’ascolto.


Jarre guarda agli anniversari

Il compleanno di ADE avrà un ospite d’onore: Jean-Michel Jarre. Il musicista francese si esibirà il 21 ottobre all’AFAS Live e prenderà parte anche agli incontri di ADE Pro, collegando i trent’anni della manifestazione ai cinquanta trascorsi dalla pubblicazione di Oxygène.

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La sua presenza riporta al centro il rapporto tra innovazione tecnologica, strumenti musicali e pubblico. L’elettronica possiede ormai una memoria storica da celebrare, ma continua a dipendere dalla ricerca di suoni, dispositivi e forme di fruizione ancora difficili da definire.


Concerti tra teatro e planetario

Il programma userà la varietà degli spazi come parte dell’esperienza. Het Nationale Ballet e ISH Dance Collective presenteranno Swan Lake Remixed for ADE, mentre Boris Acket firmerà l’installazione EINDER. I Dome Concerts torneranno all’ARTIS Planetarium e arriveranno anche alla Fabrique des Lumières, con Max Cooper e Colin Benders tra gli artisti annunciati.

Anche l’ARTIS Aquarium ospiterà un’esperienza sonora realizzata in 4DSOUND. Per gli appuntamenti di maggiore richiamo sono invece previsti Eric Prydz al Gashouder e Paul Kalkbrenner al Theater Amsterdam.

La distanza dal palco, la presenza delle immagini e il rapporto con gli altri spettatori cambiano quando la musica si sposta da una pista da ballo a un planetario o a un teatro. In questo passaggio ADE proverà a unire la celebrazione del proprio passato con la scoperta di linguaggi e luoghi ancora non pienamente esplorati.

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