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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

A Montevideo, il vescovo Tróccoli avverte su giovani e IA

Il presidente dei vescovi Tróccoli ha citato dipendenze, giovani senza speranza e rischi legati all’intelligenza artificiale

La Chiesa uruguaiana ha indicato povertà, dipendenze e solitudine tra le principali emergenze sociali del Paese. Il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Milton Luis Tróccoli, ne ha parlato a Montevideo accogliendo Papa Leone XIV durante i Vespri nella cattedrale dell’Immacolata Concezione.

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Il rischio di disumanizzazione

Nel suo intervento, Tróccoli ha richiamato anche gli effetti che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sulla dignità delle persone. Secondo il vescovo, il progresso tecnologico non deve oscurare la dimensione umana né alimentare nuove forme di disumanizzazione.

“Abbiamo il dovere urgente di rimanere profondamente umani”, ha affermato il presidente dell’episcopato. Ha poi esortato a proteggere “quella magnifica umanità che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore”.


Le ferite della società uruguaiana

Tra le realtà richiamate durante la celebrazione ci sono le famiglie in difficoltà, i migranti costretti a lasciare il proprio Paese e gli anziani privi di relazioni. Tróccoli ha aggiunto la mancanza di speranza che colpisce molti giovani e ha ricordato che dietro ogni problema ci sono persone e storie concrete.

“Dietro ciascuna di queste realtà c’è un volto, una storia che ha bisogno di sapere che la propria vita conta davvero”, ha detto il vescovo. La visita del Papa, ha spiegato, può aiutare la Chiesa locale a rinnovare il proprio impegno e a trovare risposte creative alle difficoltà del presente.

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La missione della Chiesa

Tróccoli ha descritto una comunità chiamata a stare accanto ai più fragili, ispirandosi alla figura del buon samaritano. Ha incluso nell’impegno ecclesiale anche la capacità di riconoscere gli errori e chiedere perdono quando non è stata rispettata la coerenza con il Vangelo.

In Uruguay convivono fedi diverse e orientamenti filosofici differenti. La Chiesa intende quindi proporre il proprio messaggio “con rispetto, gioia e libertà”, continuando a collaborare con chi opera per il bene comune.

Nel discorso sono stati ricordati anche il beato Jacinto Vera, primo vescovo dell’Uruguay, e madre Francisca Rubatto, indicati come esempi di dedizione religiosa e caritativa. Al termine, Tróccoli ha rivolto a Leone XIV il benvenuto della comunità cattolica uruguaiana.

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