7 miliardi tra Usa e Argentina: il corridoio che cambia gli scambi
Intesa parallela tra Washington e Buenos Aires per finanziare un asse infrastrutturale e progetti legati a energia, minerali critici e reti strategiche entro il 2027.
L’accordo quadro chiamato “Build the Future” punta a mettere in moto fino a 7 miliardi di dollari entro il 2027. Secondo Exim Bank, il pacchetto servirà a sostenere settori considerati prioritari, dal trattamento dei minerali critici alla sicurezza energetica, fino alla rete elettrica, alla connettività digitale, ai sistemi sicuri e alle tecnologie avanzate per lo spazio commerciale.
Il corridoio economico guarda a settori chiave
La banca statunitense ha spiegato di aver firmato l’intesa con il governo argentino per mobilitare risorse su ambiti ritenuti strategici. Nel perimetro del progetto rientrano anche la modernizzazione della rete elettrica e investimenti legati alla tecnologia, con l’obiettivo di rafforzare la capacità industriale e logistica del Paese sudamericano.
Nel comunicato si parla di un impegno condiviso tra Stati Uniti e Argentina a tutela della sicurezza e della prosperità dell’emisfero occidentale, con attenzione particolare alle catene di approvvigionamento considerate vitali. L’accordo, in questa cornice, viene collegato a una cooperazione più ampia su energia, digitale e attività spaziali.
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Il progetto infrastrutturale da 7 miliardi
A margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i governi di Donald Trump e Javier Milei hanno dato conto anche del progetto di investimenti in infrastrutture battezzato “Corridoio Ande-Atlantico”. Il piano coinvolge Exim Bank e prevede finanziamenti fino a 7 miliardi di dollari.
La nota congiunta precisa che l’iniziativa mira a potenziare e aggiornare le opere che collegano i comparti economici più importanti dell’Argentina ai porti atlantici e ai mercati occidentali. Tra le infrastrutture indicate compaiono ferrovie, vie navigabili, porti, oleodotti e gasdotti, oltre agli impianti per produrre e trasportare energia.
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