135 droni su San Pietroburgo: Zelensky punta sulla pressione Usa
Il raid ucraino nella regione di Leningrado riaccende la tensione, mentre il presidente chiede a Washington di concentrarsi su Putin e apre a nuovi colloqui di pace.
La regione di San Pietroburgo è stata colpita da uno dei più intensi attacchi con droni degli ultimi quattro anni: secondo i dati diffusi dalle autorità locali, i velivoli intercettati sono stati 135. Sul piano diplomatico, intanto, Volodymyr Zelensky conferma la disponibilità dell’Ucraina a trattare, ma chiede agli Stati Uniti di esercitare pressioni soprattutto sulla Russia.
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San Pietroburgo, raid da 135 droni
L’attacco ha interessato la regione di Leningrado, area amministrativa che comprende San Pietroburgo. L’agenzia Tass, sulla base delle comunicazioni del governatore Alexander Drozdenko, riferisce che la difesa aerea ha fermato 135 droni ucraini.
Il numero si avvicina al massimo registrato negli ultimi anni: il 6 giugno 2026 erano stati abbattuti 144 velivoli senza pilota. Le informazioni disponibili non precisano, nel testo diffuso, l’entità dei danni provocati dal raid né l’eventuale presenza di vittime.
Zelensky apre ai colloqui
In un’intervista al Corriere della sera, il presidente ucraino ha assicurato che il dialogo con gli Stati Uniti proseguirà. «Contiamo sugli Stati Uniti perché facciano più pressione su Putin e non su di noi. Altrimenti è semplicemente ingiusto», ha affermato Zelensky, ribadendo la disponibilità di Kiev a partecipare a un incontro.
Secondo quanto riferito dal quotidiano, un confronto tra le parti potrebbe tenersi già la prossima settimana. Il presidente ucraino ha spiegato che Washington avrebbe inviato un segnale positivo e che l’Ucraina sarebbe pronta a recarsi negli Stati Uniti se arrivasse un invito ufficiale.
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La richiesta all’Europa
Zelensky ha dichiarato di non porre limiti al formato dei negoziati: il confronto potrebbe coinvolgere due, tre o più Paesi. A suo giudizio, il numero dei partecipanti è secondario rispetto all’obiettivo di arrivare alla pace.
Il presidente ha inoltre criticato l’ipotesi di sospendere le sanzioni, definendola un riconoscimento all’aggressore e non uno strumento efficace per fermare Vladimir Putin. Nella sua valutazione, il sostegno ricevuto dalla Russia rafforzerebbe la posizione del Cremlino.
Nuovi attacchi in Ucraina
Nella stessa giornata, le forze russe hanno colpito Rivne e il territorio circostante, nell’Ucraina occidentale. Oleksandr Koval, responsabile dell’amministrazione militare regionale, ha riferito che gli obiettivi erano infrastrutture civili e che i soccorritori stavano intervenendo per contenere gli incendi; al momento non risultano vittime.
A Zaporizhzhia, invece, un attacco russo contro una zona residenziale ha provocato almeno cinque feriti, tra cui un bambino, secondo il Servizio statale di emergenza. Il raid è avvenuto nel quadro dell’invasione russa ancora in corso.
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