Rex, dalla paura al sorriso: il cane che ha conquistato la Polizia
Dopo sette anni in canile e una vita segnata dai maltrattamenti, Rex è diventato la mascotte del commissariato di Porta Maggiore e un amico speciale per tanti bambini.
Oggi Rex accoglie cittadini, agenti e bambini nel commissariato della Polizia di Stato di Porta Maggiore, a Roma. La sua presenza trasmette serenità e dimostra come anche un cane anziano e con difficoltà motorie possa costruire relazioni profonde e diventare un simbolo di rinascita.
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Una nuova casa dopo sette anni
Rex è un cane lupo di nove anni. Quando era ancora cucciolo ha subito maltrattamenti gravi, che gli hanno lasciato cicatrici profonde e problemi nella deambulazione. Per questo, e forse proprio a causa della sua disabilità, ha trascorso sette anni in canile senza trovare una famiglia disposta ad accoglierlo.
La svolta è arrivata con gli agenti del commissariato romano, che hanno scelto di prendersi cura di lui. Da quel momento Rex ha ricevuto protezione, affetto e stabilità. Oggi indossa una pettorina speciale ed è diventato la mascotte della struttura, dove ha conquistato anche il cuore dei cittadini.
L’ispettore che gli è rimasto accanto
A occuparsi ogni giorno di Rex è soprattutto l’ispettore Giovanni La Prova, che lo considera parte della propria famiglia. Insieme a lui, otto poliziotti formano il gruppo dei “Custodi di Rex”, incaricato di assicurargli assistenza, attenzioni e le cure necessarie.
All’inizio il cane faticava ad abituarsi alla sua nuova sistemazione. La cuccia preparata per lui gli sembrava troppo grande rispetto agli spazi angusti del canile, dove aveva vissuto per anni. Per aiutarlo a sentirsi al sicuro, La Prova trascorse la prima notte accanto a lui; durante i festeggiamenti di Capodanno rimase inoltre al suo fianco, sapendo quanto i rumori dei fuochi lo spaventassero.
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Dai bambini un messaggio di inclusione
La missione di Rex non si esaurisce tra le mura del commissariato. Accompagnato dai suoi custodi, visita scuole primarie e ospedali pediatrici, dove diventa un punto di riferimento affettuoso per i più piccoli e porta momenti di sollievo ai bambini ricoverati.
Nel corso di questi incontri aiuta a parlare di rispetto verso gli animali, adozioni responsabili e diversità. Le sue difficoltà fisiche non gli impediscono di vivere esperienze importanti: al contrario, la sua storia mostra che un animale fragile può ancora offrire compagnia, fiducia e affetto.
La seconda possibilità che cambia tutto
Il percorso di Rex richiama l’attenzione sui tanti cani che restano a lungo nei canili perché anziani, malati o disabili. Iniziative romane come “Il canile va in città” cercano di facilitare l’incontro tra gli animali in cerca di casa e le persone interessate ad adottare.
Secondo Patrizia Prestipino, garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale, in una delle manifestazioni sono stati adottati undici cani su ventitré, tra cui due animali con particolari fragilità. La vicenda di Rex conferma così che dietro un passato doloroso può aprirsi una vita completamente diversa: adottare significa offrire una possibilità, ma anche ricevere un legame capace di lasciare un segno profondo.
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