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Pulci e zecche, il collare che dura mesi: cosa sapere prima dell’uso

Seresto™ sfrutta due principi attivi distribuiti nel materiale del collare per offrire una protezione prolungata a cani e gatti, con indicazioni diverse per specie e parassita.

La protezione dai parassiti non dipende soltanto dal prodotto scelto, ma anche dal modo in cui viene utilizzato. Nel caso di un collare antiparassitario, vestibilità, esposizione all’acqua, età dell’animale e area di vita possono incidere sul risultato finale. Seresto™, realizzato da Elanco, è un medicinale veterinario concepito per rilasciare gradualmente sostanze attive contro pulci, zecche e, nel cane, flebotomi.


Il rilascio graduale cambia l’approccio

Il collare contiene imidacloprid e flumetrina, incorporati nella struttura polimerica anziché raccolti in un unico serbatoio liquido. Il materiale consente alle due sostanze di raggiungere lentamente la superficie esterna, da cui si distribuiscono sul mantello e sullo strato lipidico della pelle.

Questa modalità differisce da quella delle pipette, che depositano il principio attivo in un punto preciso e affidano la successiva diffusione ai grassi cutanei. Secondo le indicazioni del prodotto, una sola applicazione può arrivare a garantire una copertura di otto mesi, mentre la durata specifica varia in base al parassita e alle condizioni d’impiego.


Pulci e zecche, due azioni distinte

Nei confronti delle pulci, l’attività non riguarda soltanto gli insetti adulti presenti sull’animale. Il trattamento agisce anche sulle larve che si trovano negli ambienti frequentati, come cucce, divani e tappeti, dove si concentra una parte rilevante del ciclo dell’infestazione.

Per le zecche, invece, l’azione combinata è descritta come repellente e acaricida: l’obiettivo è allontanare il parassita e ucciderlo prima che possa nutrirsi. Elanco indica una protezione fino a sette mesi per la riduzione del rischio di trasmissione di ehrlichiosi e babesiosi canine. Il dato riguarda in particolare i cani esposti in contesti rurali o boschivi.


Il ruolo contro i flebotomi

Nel cane il collare è indicato anche per ridurre il rischio di trasmissione della leishmaniosi da parte dei flebotomi, chiamati comunemente pappataci. Questi insetti sono più attivi nelle ore serali e notturne e rappresentano un problema soprattutto nelle zone dove la malattia è presente, comprese diverse aree del Centro-Sud Italia.

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La protezione dichiarata contro la trasmissione della leishmaniosi può arrivare a otto mesi. Il collare va comunque inserito in una strategia preventiva valutata con il veterinario, che può comprendere anche controlli periodici, vaccinazione e ulteriori misure in base al rischio locale e alle abitudini dell’animale.


Età, specie e uso corretto

Le indicazioni riportano l’impiego a partire da 7 settimane nei cuccioli e da 10 settimane nei gattini. Esistono versioni diverse per cani e gatti, con quantità di principio attivo calibrate sulle caratteristiche delle due specie: non bisogna quindi utilizzare su un gatto un modello destinato al cane.

Il collare deve aderire al collo senza stringere. In genere, lo spazio corretto corrisponde alla possibilità di inserire un dito tra la fascia e la pelle; allo stesso tempo, non deve essere così largo da scivolare o poter essere tolto facilmente. In presenza di arrossamenti o altri segni cutanei, è consigliabile interrompere l’uso e chiedere indicazioni al veterinario.


Acqua e durata della copertura

Il prodotto è progettato per tollerare contatti occasionali con l’acqua, ma bagni frequenti, nuoto ed esposizione intensa e ripetuta possono modificare la durata complessiva della protezione. Anche tipo di pelo e condizioni ambientali possono influenzare il comportamento del trattamento.

La durata indicata sulla confezione va quindi interpretata insieme alle circostanze concrete in cui vive l’animale. La prevenzione antiparassitaria non sostituisce il controllo veterinario: la scelta più adatta dipende dalla specie, dall’età, dalla zona geografica e dal livello di esposizione a pulci, zecche e flebotomi.

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