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Orsi, Trump ripristina le esche alimentari in Alaska

La nuova regola scatterà a novembre e annullerà i limiti introdotti durante la presidenza di Joe Biden

L’amministrazione Trump ha deciso di consentire di nuovo l’uso di cibo per attirare gli orsi e abbatterli in Alaska. La norma entrerà in vigore a metà novembre 2026 nelle aree federali interessate.

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Il sostegno delle autorità locali

Doug Burgum, segretario agli Interni degli Stati Uniti, ha difeso la misura sostenendo che le comunità dell’Alaska dovranno avere un peso maggiore nelle decisioni sulle terre, sulla fauna e sulle tradizioni del territorio.

La scelta rientra nell’indirizzo fissato dall’amministrazione Trump con l’ordine esecutivo intitolato “Liberare lo straordinario potenziale delle risorse dell’Alaska”. L’obiettivo dichiarato è ridurre alcuni vincoli federali e affidare agli abitanti un ruolo più ampio nella gestione degli animali selvatici.


Le proteste degli animalisti

Le organizzazioni per la tutela della fauna contestano questa impostazione. Humane World for Animals ritiene che l’impiego di alimenti come richiamo non sia compatibile con una gestione responsabile degli orsi.

Drew Robertson, responsabile senior delle politiche dell’associazione, ha dichiarato: «Siamo scoraggiati nel vedere tornare questa norma, in particolare la parte relativa all’uso di esche per gli orsi, che è crudele e pericolosa, non solo per la fauna selvatica, ma anche per il pubblico».


Come funzionano i richiami

Pancetta, dolci, residui di carne e altri prodotti ricchi di grassi o zuccheri potranno essere collocati in contenitori metallici, come fusti e bidoni, nelle zone frequentate dagli animali. I cacciatori potranno quindi attendere nelle vicinanze, spesso nascosti, fino all’arrivo di un orso.

L’animale viene attirato dall’odore, raggiunge il cibo e in quel momento può diventare il bersaglio della battuta. Nicholas Arrivo, avvocato attivo nella protezione degli animali, ha spiegato che la scelta dei prodotti dipende dal prezzo e dalla loro capacità di richiamare gli orsi.

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I rischi per la sicurezza

Gli oppositori sostengono che lasciare alimenti di origine umana possa modificare le abitudini degli animali. Un orso che collega la presenza delle persone alla possibilità di trovare cibo può avvicinarsi più spesso a case, campeggi e luoghi visitati dal pubblico.

La conseguenza potrebbe essere un aumento degli incontri ravvicinati e dei conflitti. Un esemplare abituato a cercare nutrimento vicino agli insediamenti può diventare più difficile da gestire e, in alcune circostanze, essere ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica.


Una disputa che dura da anni

Le regole sulla caccia agli orsi in Alaska sono cambiate più volte. Durante la presidenza di Barack Obama erano stati introdotti limiti ad alcune tecniche considerate controverse; nel primo mandato di Trump una parte di quelle disposizioni era stata rimossa, alimentando un lungo contenzioso con le associazioni ambientaliste.

In seguito, anche attraverso procedimenti giudiziari, alcune restrizioni erano state ripristinate. Nel 2024 il governo di Joe Biden aveva nuovamente ristretto l’uso dei richiami alimentari, citando la tutela della fauna e l’incolumità dei visitatori.


Altre pratiche contestate

Le associazioni contrarie alla nuova norma criticano anche altri metodi di caccia praticati o discussi in Alaska. Tra questi vengono citati l’uso di veicoli per facilitare l’inseguimento, l’impiego di strumenti che rendono più semplice individuare le prede e l’abbattimento di animali in condizioni di particolare vulnerabilità.

Nel dibattito sono comparsi inoltre riferimenti all’uccisione di cuccioli di lupo nei rifugi, alla cattura dei caribù durante l’attraversamento dei fiumi e all’uso di illuminazione artificiale per trovare gli orsi nelle loro tane. Le autorizzazioni possono variare a seconda delle zone e delle circostanze, ma queste pratiche hanno contribuito ad accendere lo scontro tra sostenitori della caccia e gruppi ambientalisti.

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