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4 Zampe 3 min di lettura14 ott

Morocho, il cane del Mapocho conteso: mascotte o adozione

Dopo il salvataggio nelle acque del fiume cileno, il Comune di Santiago vuole tenerlo come simbolo municipale mentre un’associazione ha già trovato una famiglia per lui.

Il futuro di Morocho, il cane sopravvissuto alla piena del fiume Mapocho, è diventato il nuovo punto di scontro a Santiago del Cile. Il Comune vorrebbe accoglierlo tra i propri dipendenti e trasformarlo nella mascotte dell’amministrazione; l’associazione che lo seguiva da anni chiede invece che venga affidato alla famiglia individuata per adottarlo.

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La disputa sul futuro di Morocho

L’8 ottobre 2026 il sindaco Mario Desbordes ha comunicato l’intenzione di lasciare l’animale alla Direzione per la sicurezza municipale. Gli operatori che avevano partecipato al recupero hanno espresso il desiderio di occuparsi di lui, anche perché la struttura aveva perso da poco un altro cane diventato molto amato dal personale.

Secondo il Comune, Morocho avrebbe avuto un’area sicura, alimentazione, controlli veterinari e assistenza quotidiana. L’amministrazione ha inoltre ipotizzato di coinvolgerlo in attività dedicate alla protezione degli animali e alla sensibilizzazione sulle adozioni responsabili.

La fondazione Todos Somos Cholita contesta però questa soluzione. I volontari sostengono di avere già trovato una famiglia pronta ad accoglierlo e ritengono che la permanenza in una struttura pubblica non garantisca lo stesso tipo di stabilità di una casa. La loro richiesta al sindaco è quindi di rivedere la decisione e permettere il trasferimento del cane.


Dalla strada alla salvezza

Morocho era seguito dalla fondazione fin da quando aveva circa due mesi. Viveva nei pressi del Mapocho, nella zona di calle Juárez Larga, insieme ad altri cani randagi: tre di loro avevano già trovato un’adozione, mentre per lui i volontari continuavano a garantire cibo, vaccinazioni, cure sanitarie e sterilizzazione. Il suo inserimento ufficiale nel percorso adottivo risaliva al 27 luglio 2026.

La vicenda è esplosa dopo le forti piogge del 6 ottobre, quando il livello del fiume si è alzato rapidamente. Il cane è rimasto bloccato su una piccola porzione di terra, circondato da acqua fangosa e da una corrente molto intensa, finché alcune persone sulle rive hanno dato l’allarme.

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Ore difficili tra corrente e paura

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, la sicurezza municipale e gli specialisti del GOPE, il Gruppo per le operazioni speciali dei Carabineros cileni. Per raggiungere Morocho sono state impiegate corde, imbracature e altre attrezzature, ma l’animale, terrorizzato, si allontanava ogni volta che i soccorritori provavano ad avvicinarsi.

Il cane è scivolato più volte sulle rocce e ha rischiato di essere trascinato dalla corrente. Dopo diverse ore, tuttavia, è riuscito a restare a galla e a raggiungere da solo un tratto sicuro della riva, dove è stato finalmente recuperato.

Trasportato in una struttura veterinaria municipale, Morocho è stato sottoposto alle prime cure. Mariela Fincheira, subdirettrice dell’area di Igiene ambientale del Comune di Santiago, ha riferito che presentava soltanto ferite superficiali: era molto provato e all’inizio rifiutava il cibo, ma non mostrava una disidratazione grave.

Il riposo e un’alimentazione adeguata avrebbero dovuto consentirgli di recuperare rapidamente. Ora il contrasto riguarda soprattutto il luogo in cui potrà vivere: da una parte la sicurezza promessa dal Comune, dall’altra l’adozione familiare sostenuta dai volontari. In entrambi i casi, l’obiettivo dichiarato è garantirgli protezione e cure dopo gli anni trascorsi in strada.

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