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La cucciola Angel, cecità e sordità legate al gene merle

Lasciata in un trasportino a cinque settimane, è stata salvata dai volontari nonostante gravi disabilità congenite

Angel è stata abbandonata a cinque settimane di vita, chiusa in un trasportino e lasciata per strada. La cucciola è nata cieca e sorda a causa della condizione genetica nota come double merle.

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Un abbandono a cinque settimane

A quell’età un cane dipende ancora dalla madre per alimentazione, protezione e regolazione della temperatura. Angel non aveva quindi gli strumenti per affrontare da sola l’ambiente esterno, tanto più con disabilità presenti dalla nascita.

I soccorritori hanno riconosciuto subito la complessità della situazione. La perdita della vista e dell’udito non derivava da un incidente o da una malattia comparsa successivamente, ma da un’anomalia congenita collegata alla combinazione di due copie del gene merle.


Il rischio degli accoppiamenti

Il gene merle modifica la colorazione del mantello e può produrre macchie irregolari su tonalità grigie o marrone chiaro, oltre a occhi molto chiari o di colore diverso. Questo aspetto è ricercato in alcune razze, tra cui Collie, Australian Shepherd, Dachshund e Chihuahua.

Quando due cani portatori del gene vengono fatti riprodurre, circa il 25% dei cuccioli può ereditare entrambe le copie. In questi soggetti aumenta il rischio di sordità da un orecchio o da entrambi, cecità, microftalmo e altre anomalie dello sviluppo, comprese quelle neurologiche.

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Il problema riguarda soprattutto gli accoppiamenti scelti in base all’aspetto, senza esami genetici né controlli specialistici sulla vista e sull’udito dei genitori. In assenza di conoscenze adeguate, la nascita di cuccioli con gravi problemi può essere la conseguenza prevedibile di una selezione riproduttiva condotta senza attenzione alla salute.


La vita dopo il salvataggio

Dopo il ritrovamento, Angel è stata affidata a volontari che hanno iniziato a occuparsi di lei. Un cane privo di vista e udito deve affidarsi soprattutto all’olfatto, al contatto fisico e alla percezione delle vibrazioni per conoscere gli spazi e comunicare.

Con pazienza e regole costanti, i segnali tattili possono diventare indicazioni riconoscibili: un contatto sul fianco o una lieve pressione possono guidare il cane nelle attività quotidiane. Anche la memoria degli ambienti aiuta a muoversi con maggiore sicurezza.

L’esperienza di Angel mostra che una disabilità sensoriale non impedisce necessariamente una vita dignitosa, ma richiede persone preparate, tempo e cure specifiche. La sua storia richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze degli allevamenti domestici privi di controlli, dove la ricerca di cuccioli dall’aspetto attraente può prevalere sulla tutela del loro benessere.

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