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Gatti, l’urina rivela l’identità attraverso 13 acidi grassi

Lo studio dell’Università di Iwate collega la firma olfattiva felina a strutture lipidiche presenti nei reni

L’urina dei gatti contiene una combinazione individuale di 13 acidi grassi ramificati, capace di distinguere un felino dall’altro. Il dato emerge da una ricerca dell’Università di Iwate, in Giappone, pubblicata a settembre 2026.

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Una firma diversa per ogni gatto

La ricerca ha individuato 13 molecole organiche dalla struttura ramificata. A rendere riconoscibile ciascun animale non è soltanto la presenza degli acidi grassi, ma il rapporto tra le diverse quantità: la combinazione cambia da gatto a gatto e produce una sorta di codice chimico personale.

Questi composti sembrano inoltre rimanere sulle superfici più a lungo rispetto ad altri segnali odorosi, che tendono a disperdersi rapidamente. Un gatto può quindi percepire una traccia lasciata anche molto tempo prima, ricavando informazioni sull’animale che l’ha depositata.

Il risultato aiuta a comprendere perché i felini si soffermino ad annusare muri, angoli e altri punti apparentemente insignificanti. L’esplorazione degli odori permette loro di raccogliere informazioni sugli individui presenti in una determinata area, anche senza un incontro diretto.


Il possibile ruolo dei reni

Gli studiosi hanno associato la presenza dei 13 acidi grassi a goccioline lipidiche osservate nei reni dei gatti. La funzione precisa di queste strutture non è ancora stata definita, ma i dati indicano un legame con la formazione o il trasferimento delle molecole nell’urina.

La ricerca non dimostra ancora quale sia il meccanismo biologico completo. Per questo l’ipotesi secondo cui i reni contribuiscano a costruire la firma individuale dovrà essere verificata da ulteriori studi.

La scoperta offre comunque una possibile spiegazione del valore della marcatura urinaria per una specie che spesso gestisce i rapporti a distanza. Lasciare un odore personale consente di segnalare la propria presenza e di riconoscere quella degli altri senza doverli incontrare.

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Cosa cambia nella vita domestica

La firma odorosa può aiutare a interpretare le reazioni dei gatti che vivono insieme. Un animale appena arrivato o rientrato da una visita veterinaria può avere addosso odori estranei, tanto da risultare momentaneamente poco riconoscibile ai compagni di casa.

Questo cambiamento può contribuire a spiegare tensioni o atteggiamenti aggressivi dopo un’assenza. Anche lo scambio graduale di coperte e oggetti prima del contatto diretto permette ai gatti di familiarizzare con l’odore del nuovo arrivato.

La marcatura, spesso considerata soltanto un problema dai proprietari, assume così un significato comunicativo più ampio. L’urina non trasmette soltanto la presenza di un animale in un luogo, ma porta anche una combinazione molecolare specifica.


Le domande ancora aperte

Restano da chiarire diversi aspetti: il modo esatto in cui si forma la firma, le eventuali variazioni legate all’età, alla salute e all’alimentazione e la possibile presenza dello stesso sistema in altri felini.

I risultati pubblicati a settembre rappresentano quindi una base per nuove ricerche sul comportamento sociale dei gatti. Per ora, il legame tra le goccioline lipidiche renali e gli acidi grassi urinari è un’associazione osservata dagli studiosi, non una spiegazione definitiva.

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