Gangjin, la svolta per oltre 70 cani: dalle gabbie a una nuova vita
Il salvataggio arriva mentre la Corea del Sud prepara il divieto definitivo per allevamento, macellazione e vendita di cani destinati al consumo.
Il 7 febbraio 2027 la Corea del Sud entrerà in una nuova fase: da quella data saranno vietati l’allevamento, la macellazione, la distribuzione e la vendita di cani destinati al consumo umano. La norma, approvata nel 2024, prevede un periodo di transizione per permettere agli operatori di chiudere o trasformare le proprie attività.
Ma la svolta legislativa non risolve automaticamente il destino degli animali ancora presenti nelle strutture. Sangkyung Lee ha avvertito che, tra i cani rimasti negli allevamenti, alcuni potrebbero essere sottoposti a eutanasia.
Il divieto lascia aperta una sfida
I dati del Ministero dell’Agricoltura sudcoreano, aggiornati a maggio 2026, indicano che 1.265 dei 1.537 allevamenti registrati avevano già interrotto l’attività: circa l’82% del totale. Le autorità stanno controllando anche i siti dismessi, con l’obiettivo di impedire che riprendano illegalmente la riproduzione e l’allevamento degli animali.
La chiusura delle strutture, però, non coincide con una sistemazione garantita per tutti i cani. Il passaggio più delicato sarà trovare soluzioni adeguate per quelli ancora ospitati negli allevamenti e verificare che la nuova normativa venga applicata senza eccezioni.
Il cambiamento sudcoreano si colloca in una trasformazione più ampia, ma tutt’altro che uniforme, in Asia. In varie zone il consumo di carne di cane è in calo per ragioni generazionali, per la maggiore attenzione al benessere animale e per l’introduzione di regole più severe; in Vietnam la pratica resta presente, mentre in Cina continua soprattutto in alcune aree, nonostante restrizioni locali adottate da diverse grandi città.
A Gangjin oltre 70 cani sono salvi
In questo scenario si inserisce l’intervento compiuto a Gangjin, dove più di 70 cani sono stati sottratti a un allevamento destinato alla produzione di carne. L’operazione è stata realizzata da Humane World for Animals e rappresenta uno degli ultimi grandi salvataggi organizzati dall’associazione in Corea del Sud.
Tra gli animali recuperati figurano diversi Jindo, razza originaria del Paese, un Pastore Tedesco e numerosi meticci di taglia medio-piccola. Sono presenti anche cani con tratti riconducibili a Corgi, Husky e Spitz, oltre ad alcuni cuccioli.
La segnalazione della struttura era arrivata da un cittadino all’inizio dell’anno. Un’ispezione successiva delle autorità aveva fatto emergere violazioni delle norme sudcoreane sulla tutela e sulle condizioni di vita degli animali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il proprietario, un uomo di circa ottant’anni, ha consegnato i cani e non potrà più svolgere attività legate al commercio della carne di cane. Secondo Humane World for Animals, in passato l’allevamento era arrivato a ospitare contemporaneamente circa mille animali.
Dalle sbarre alle prime cure
Per molti dei cani salvati la vita era trascorsa in spazi estremamente ridotti. Diversi erano rinchiusi in gabbie metalliche e alcuni, secondo l’organizzazione, avrebbero passato quasi tutta la loro esistenza senza poter uscire.
Prima del trasferimento sono stati sottoposti a visite sanitarie e vaccinazioni. In seguito raggiungeranno Stati Uniti e Canada, dove riceveranno assistenza veterinaria e inizieranno un percorso di recupero, socializzazione e, quando le condizioni lo consentiranno, adozione.
L’adattamento potrebbe richiedere tempo. Animali cresciuti lontano da ambienti diversi dalla gabbia e con pochissimi contatti possono avere bisogno di un intervento graduale per abituarsi agli spazi aperti e alla presenza delle persone.
Dal 2015 l’associazione ha contribuito a salvare quasi 3.000 cani dagli allevamenti sudcoreani. Dopo l’operazione di Gangjin, il suo impegno nel Paese proseguirà soprattutto attraverso il controllo dell’applicazione delle nuove regole e la collaborazione con le autorità locali.
Per i cani liberati, intanto, il cambiamento è già cominciato: dopo anni trascorsi tra le sbarre, potranno ricevere cure, conoscere ambienti nuovi e costruire gradualmente un rapporto diverso con gli esseri umani.
Continua a leggere
Cane conteso, cosa conta davvero: diritti, documenti e benessere
Separazioni, affidamenti provvisori e adozioni fallite possono creare conflitti: ecco quali tutele esistono e perché mettere per iscritto ogni accordo è fondamentale.
Guinzaglio e gatto: il test decisivo non si fa al parco
L’uscita all’aperto può arricchire la vita di un felino, ma soltanto se temperamento, preparazione e sicurezza vengono valutati con attenzione.
Un gigante e un gatto senza pelo: il doppio volto dei felini rari
Maine Coon e Peterbald mostrano due modi opposti di essere gatti da compagnia, tra imponenza, bisogno di contatto e cure quotidiane specifiche.
Il guinzaglio non basta: così il movimento crea fiducia
Passeggiate, esplorazione e sport possono trasformare l’attività fisica in un’occasione concreta di ascolto e collaborazione tra persone, cani e gatti.