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4 Zampe 3 min di lettura2 ore fa

Fungo o unghia: le mosse decisive per salvare il cane

Due incidenti comuni durante le passeggiate richiedono risposte diverse: ecco cosa fare subito e quali segnali rendono indispensabile l’intervento veterinario.

Prevenire questi incidenti è possibile con alcune abitudini semplici: sorvegliare il cane nelle aree ricche di funghi, insegnargli a lasciare ciò che trova e mantenere le unghie alla lunghezza corretta. Nei momenti di paura, però, conta soprattutto riconoscere rapidamente il problema e non improvvisare rimedi rischiosi.

Anche un’unghia spezzata può provocare dolore e perdita di sangue, mentre l’ingestione di un fungo potenzialmente tossico può rimanere senza sintomi per diverse ore. Per questo è importante sapere quando si può intervenire nell’attesa e quando, invece, bisogna raggiungere subito una struttura veterinaria.

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La prevenzione riduce i rischi

Durante l’autunno e la primavera è prudente tenere il cane vicino, soprattutto nei boschi, nei prati umidi e nei giardini dove possono spuntare funghi. Il comando “lascia”, insegnato con costanza fin dai primi mesi, può impedire che raccolga e mastichi materiali pericolosi.

La cura periodica delle zampe aiuta invece a limitare le fratture delle unghie. Un controllo ogni tre-quattro settimane consente di accorciarle prima che diventino troppo lunghe; chi non ha esperienza può rivolgersi a un toelettatore o al veterinario. Da verificare con attenzione sono anche le unghie dei pollici, che possono crescere in modo irregolare e impigliarsi più facilmente.


Quando il sangue arriva dalla zampa

Le unghie contengono vasi sanguigni e terminazioni nervose, raccolti nella parte interna chiamata quick. Se l’unghia si lacera, il cane può provare un dolore intenso e la quantità di sangue può sembrare sproporzionata rispetto alle dimensioni della ferita.

Per prima cosa bisogna premere sulla zona con una garza sterile o con un tessuto pulito, mantenendo la compressione per cinque-dieci minuti senza interromperla per controllare continuamente il risultato. Un impacco freddo avvolto in un panno può contribuire a contenere gonfiore e sanguinamento; quando la perdita si è ridotta, la parte può essere pulita con Betadine o con un disinfettante diluito.


I segnali che richiedono visita

Dopo il primo intervento, la zampa va protetta con una fasciatura leggera o con un calzino pulito, così da limitare leccamento e contaminazione. Il cane dovrebbe essere tranquillizzato e trattenuto con delicatezza, perché dolore e agitazione possono rendere difficile la gestione.

È necessaria una valutazione veterinaria se il sangue continua a uscire dopo dieci-quindici minuti di pressione, se la rottura arriva alla base o se il frammento è ancora attaccato alla cute. La visita è indicata anche davanti a gonfiore, calore, cattivo odore, mancato appoggio dell’arto o dolore molto intenso. La prudenza deve essere ancora maggiore in caso di età avanzata, problemi di coagulazione o terapia con farmaci anticoagulanti.

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Non bisogna strappare né tagliare da soli la parte residua: il veterinario potrà rimuoverla in condizioni appropriate e stabilire se servano analgesici o una terapia contro l’infezione.


Il fungo ingerito non aspetta i sintomi

Se il cane ha raccolto un fungo, il rischio non può essere valutato in base all’aspetto dell’esemplare o al comportamento iniziale dell’animale. Alcune specie causano soprattutto vomito, diarrea e salivazione, mentre altre possono compromettere cervello, fegato o reni. Inoltre, i disturbi possono comparire quasi subito oppure a distanza di parecchie ore.

Anche un cane che sembra normale dopo l’ingestione va quindi segnalato immediatamente a un veterinario o a una clinica d’urgenza. Il veterinario Valerio Guiggi, che si occupa di intossicazioni canine, richiama in particolare l’importanza di riconoscere presto i segnali e di intervenire rapidamente quando si teme un’azione tossica sul sistema nervoso o sul fegato.


Come comportarsi dopo l’ingestione

La prima telefonata deve essere al veterinario, indicando quando potrebbe essere avvenuto il contatto e fornendo una descrizione dell’accaduto. Se possibile, è utile fotografare il fungo o recuperare un campione usando guanti o un sacchetto, evitando il contatto diretto.

Non bisogna provocare il vomito senza istruzioni professionali e non vanno dati latte, medicinali o preparati casalinghi. Durante il trasferimento il cane va mantenuto tranquillo, al caldo e sotto osservazione; se compaiono tremori o debolezza, è opportuno riferirlo subito alla struttura contattata.

Tra i segnali più preoccupanti rientrano vomito e diarrea, anche con sangue, ipersalivazione, lacrimazione, tremori, convulsioni, difficoltà a camminare, pupille dilatate e alterazioni della coscienza. Anche ittero, urine molto scure o mancata produzione di urina possono indicare un coinvolgimento del fegato o dei reni e richiedono assistenza urgente.

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