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4 Zampe 2 min di lettura9 min fa

Carezze al cane, il corpo reagisce meglio allo stress

Da cinque a venti minuti di contatto possono attenuare la risposta successiva, ma non sostituiscono le cure

Accarezzare il proprio cane può rendere meno intensa la risposta dell’organismo a uno stress che si presenta in seguito.

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Un legame costruito nel tempo

La possibile spiegazione parte dalla lunga convivenza tra esseri umani e cani. Migliaia di anni di cooperazione hanno reso le due specie sensibili ai rispettivi segnali, comprese espressioni, posture e variazioni emotive.

Il contatto sembra coinvolgere entrambi. Anche l’animale può mostrare cambiamenti ormonali durante l’interazione con il proprietario, mentre la persona sperimenta una sensazione di calma e vicinanza. Benefici analoghi sono studiati anche con gatti, cavalli e altri animali, ma la relazione con il cane presenta caratteristiche legate alla storia condivisa tra le due specie.

Queste osservazioni hanno favorito l’impiego dei cani negli interventi assistiti con animali. In oncologia pediatrica, per esempio, la loro presenza può contribuire ad alleviare l’ansia, sostenere l’umore e rendere meno pesante l’esperienza del ricovero.

Il loro ruolo è complementare e non sostituisce i trattamenti sanitari. La presenza dell’animale offre soprattutto un sostegno emotivo, utile anche in strutture per anziani, percorsi psicologici e ambienti di lavoro sottoposti a pressione.


Cosa accade alla risposta allo stress

Le evidenze disponibili non indicano che una carezza faccia sparire all’istante una tensione già iniziata. Il possibile effetto riguarda piuttosto la reazione successiva: dopo il contatto, il corpo potrebbe rispondere con minore intensità a un nuovo fattore stressante.

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Tra i processi osservati dagli studiosi c’è il rilascio di ossitocina, sostanza collegata all’attaccamento e alla regolazione delle emozioni. Il suo ruolo va letto insieme all’azione di altri ormoni e neurotrasmettitori coinvolti nell’umore e nella risposta dell’organismo.

Le informazioni oggi disponibili su questo meccanismo provengono in parte da materiali divulgativi e non sempre da studi primari pubblicati con metodologie verificabili. Per questo il rapporto tra contatto, ossitocina e riduzione dello stress resta un ambito di ricerca, non una certezza assoluta.


Bastano pochi minuti di attenzione

Le ricerche generali sul rapporto tra persone e cani indicano che un’interazione compresa tra cinque e venti minuti può associarsi a una diminuzione degli ormoni dello stress e a una maggiore sensazione di benessere.

Non serve quindi un’attività prolungata o particolarmente intensa. Una pausa sul divano, il saluto al rientro oppure qualche minuto prima di una giornata impegnativa possono diventare occasioni di contatto utile.

A contare potrebbe essere soprattutto la qualità dell’interazione. Restare presenti, osservare il cane e accarezzarlo con calma non equivale a dedicargli attenzione mentre si guarda lo schermo del telefono: la partecipazione reale sembra avere un peso maggiore della semplice durata.

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