Cani, integratori solo se servono: il parere del veterinario
Omega-3 e supporti articolari possono aiutare, ma dosi e scelta vanno concordate in base a età e salute
Gli integratori per cani vanno scelti in base alle condizioni dell’animale, non alle promesse riportate sulla confezione. Un prodotto può essere utile in presenza di una carenza o di un’esigenza precisa, ma risultare inutile o dannoso in altri casi.
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La valutazione parte dal veterinario
Età, alimentazione, attività fisica e malattie già diagnosticate incidono sulla scelta. Il veterinario può prescrivere esami per verificare eventuali carenze e stabilire quale sostanza utilizzare, in quale quantità e per quanto tempo.
Anche portare in ambulatorio l’etichetta del prodotto può aiutare. La composizione, la concentrazione dei principi attivi e gli ingredienti aggiuntivi permettono al professionista di capire se il supplemento è adatto al singolo cane. Il ferro, per esempio, può servire a un animale anemico, ma non offre un vantaggio a chi non presenta quella carenza; un eccesso può invece creare problemi.
Come leggere le confezioni
Il settore degli integratori per animali offre prodotti molto diversi e non tutti garantiscono lo stesso livello di controllo o di chiarezza. È preferibile orientarsi verso formulazioni che indicano con precisione la quantità di ogni principio attivo e che dispongono di certificazioni o studi a sostegno della composizione.
Bisogna prestare attenzione alle promesse assolute, come la capacità di eliminare l’ansia o risolvere l’artrosi. Un integratore può sostenere una funzione dell’organismo, ma non va confuso con una cura farmacologica. Sono inoltre sconsigliati i prodotti destinati alle persone: dosaggi ed eccipienti possono essere inadatti ai cani e alcune sostanze possono risultare tossiche.
Quando la ciotola è sufficiente
Per un cane adulto sano, un alimento completo e bilanciato dovrebbe già fornire i nutrienti necessari. Aggiungere senza indicazione oli, calcio o multivitaminici può alterare l’equilibrio della dieta invece di migliorarla.
Un apporto eccessivo di calcio può ostacolare l’assorbimento di altri minerali e, nei cuccioli di taglia grande, aumentare il rischio di alterazioni dello scheletro. Gli integratori trovano invece una possibile indicazione durante la crescita rapida, la gravidanza, l’allattamento, la vecchiaia, l’attività sportiva intensa, nelle malattie croniche o con diete casalinghe non adeguatamente formulate.
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I prodotti più studiati
Tra le sostanze con le prove più consistenti ci sono gli omega-3 EPA e DHA, presenti soprattutto nell’olio di pesce. Possono sostenere la cute e il mantello, contribuire al controllo dell’infiammazione e offrire un supporto in alcuni disturbi cardiovascolari, cognitivi, dermatologici, articolari e renali. La somministrazione va comunque definita con il veterinario.
Glucosamina, condroitina e acido ialuronico sono spesso associati nei prodotti destinati alle articolazioni. I primi due composti partecipano alla formazione dei tessuti cartilaginei, mentre l’acido ialuronico è un componente del liquido sinoviale. Gli studi mostrano risultati incoraggianti, ma non uniformi: l’effetto dipende dalla gravità della patologia, dalla qualità della formulazione e dalla risposta del singolo animale.
La S-adenosilmetionina, conosciuta anche come SAM-e, è prodotta naturalmente dall’organismo e interviene in diversi processi metabolici. In ambito veterinario viene studiata per il sostegno al fegato e alle funzioni cognitive dei cani anziani, anche nei casi di disfunzione cognitiva canina. Il dosaggio richiede una valutazione professionale.
Prodotti utili solo in casi specifici
Le soluzioni con elettroliti, come sodio, potassio, magnesio e cloruro, possono essere prese in considerazione dopo sforzi intensi, episodi di vomito o diarrea e in condizioni di caldo. Un cane che beve regolarmente e segue un’alimentazione equilibrata, in genere, non ne ha bisogno.
Più incerta è la posizione degli adattogeni, tra cui rodiola, ashwagandha e ginseng. Le ricerche specifiche sui cani sono ancora limitate e alcuni veterinari comportamentisti li valutano soltanto come possibile sostegno nei casi di ansia persistente. Anche per questi prodotti l’uso senza supervisione è sconsigliato.
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