Archie, via il tumore dalla testa: dopo anni al buio può rinascere
Salvato in Messico con una massa enorme sul capo, il cane ha affrontato un intervento complesso e ora è seguito durante una lunga convalescenza.
Per Archie la svolta è arrivata il 16 ottobre, quando i veterinari sono riusciti a eliminare completamente la massa che gli aveva deformato la testa e compromesso la vista. Dopo anni trascorsi nascosto e senza cure, il cane ha finalmente iniziato un percorso di assistenza e recupero.
L’operazione non coincide però con la fine delle difficoltà. Archie resta sotto controllo medico e dovrà affrontare una convalescenza delicata, mentre gli specialisti valutano i possibili effetti della malattia sull’occhio e sui tessuti coinvolti.
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L’intervento apre una nuova fase
La formazione aveva raggiunto dimensioni notevoli e premeva soprattutto nella zona dell’occhio sinistro, dal quale Archie non riusciva più a vedere. Per questo, prima di procedere, i veterinari hanno dovuto esaminare con attenzione il suo stato generale e stabilire se la rimozione fosse sostenibile.
Il 7 settembre il cane era stato sottoposto ad analisi del sangue, esami biochimici e tomografie. Dopo settimane dedicate agli accertamenti e all’organizzazione delle cure, è stato deciso di trasferirlo nella capitale messicana per l’intervento.
Il viaggio è avvenuto il 15 ottobre, in aereo da San José del Cabo a Città del Messico, all’interno di un trasportino appositamente predisposto. Ad accoglierlo c’era l’équipe della struttura Wild Animal Vet Mascotas, con il coinvolgimento del medico Fernando Cortés.
La mattina seguente Archie è entrato in sala operatoria. La massa è stata rimossa interamente, ma il recupero richiederà ancora tempo: saranno necessari controlli, cure mirate e una valutazione progressiva delle conseguenze lasciate dalla lunga pressione esercitata sulla testa.
Dal buio all’abbandono
La segnalazione è arrivata il primo settembre dal quartiere La Ballena, a San José del Cabo, nella Bassa California del Sud. Quando la soccorritrice Trinidad Arreola ha raggiunto il luogo indicato, si è trovata davanti a un cane con il muso profondamente alterato da un’enorme escrescenza.
Secondo le testimonianze raccolte dalla volontaria, Archie avrebbe passato anni chiuso in una stanza priva di luce. Il suo proprietario, turbato dal cambiamento del suo aspetto, lo avrebbe tenuto lontano dagli sguardi invece di procurargli l’assistenza veterinaria necessaria.
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Con il tempo la massa è continuata a crescere e le condizioni dell’animale si sono aggravate. Quando la situazione è diventata ormai impossibile da ignorare, il cane sarebbe stato lasciato per strada, dove cercava di nutrirsi con gli avanzi.
Per proteggerlo, Arreola lo ha portato nella propria abitazione anziché inserirlo nel rifugio in cui già seguiva altri 38 cani. Archie aveva bisogno di un ambiente tranquillo, di sorveglianza costante e di attenzioni individuali dopo un periodo lunghissimo di isolamento.
Una rete di aiuti per salvarlo
Trinidad Arreola dedica da circa sei anni il proprio tempo agli animali abbandonati o maltrattati. Il suo impegno è nato dopo il caso di Luna, una cagnolina sepolta viva, esperienza che l’ha spinta a fondare l’associazione Luna: La Voz de Esperanza.
La situazione di Archie richiedeva molto più di un riparo e del cibo. Servivano specialisti, esami complessi, un trasferimento e risorse economiche per affrontare un’operazione rischiosa, vista la posizione della massa.
A sostenere il percorso medico sono intervenuti anche il soccorritore Arturo Islas Allende e il consigliere comunale Jesús Alberto Alvarado Aragón. Il loro contributo ha permesso di avviare gli accertamenti e di preparare il cane alla procedura chirurgica.
Il 5 ottobre Arreola aveva comunicato che Archie sarebbe stato operato a Città del Messico. Dieci giorni più tardi il trasferimento è diventato realtà e, poco dopo, è arrivato il risultato sperato: la massa che per anni aveva segnato la vita del cane non era più presente.
Per Archie comincia ora una fase diversa, fatta di controlli e protezione. Dopo essere stato nascosto per il suo aspetto e poi abbandonato, può finalmente vivere accanto a persone impegnate a garantirgli cure e sicurezza.
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