600 gazzelle entro il 2031: la sfida del parco solare saudita
Tra i pannelli di un impianto da 250 MW, ombra e recinzioni protettive stanno offrendo alle gazzelle delle sabbie condizioni favorevoli per riprodursi.
L’obiettivo è portare un piccolo gruppo di gazzelle delle sabbie da 38 a 600 esemplari entro il 2031. A sostenerlo è un parco fotovoltaico dell’Arabia Saudita, dove i pannelli non producono soltanto energia: creano zone d’ombra, limitano l’accesso dei predatori e offrono alle giovani gazzelle un ambiente più sicuro in cui crescere.
Il progetto, chiamato ReWildingVoltaics, è inserito nella riserva naturale gestita dalla Prince Mohammed bin Salman Royal Reserve. La sperimentazione punta a verificare se un’infrastruttura industriale possa diventare anche uno strumento concreto per la tutela della fauna selvatica.
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Sotto i pannelli il caldo diminuisce
L’impianto occupa 505 ettari, organizzati in tre aree recintate. Di questa superficie, 370 ettari sono stati considerati adatti all’allevamento e alla gestione degli animali; la fase iniziale è invece concentrata su 157 ettari, dove si trova un campo solare da 66 MW e vivono i 38 esemplari scelti per avviare il programma riproduttivo.
La presenza dei pannelli modifica le condizioni del terreno. L’ombra può ridurre la temperatura al suolo di 5-10°C rispetto alle zone circostanti, favorendo una vegetazione più sviluppata e rendendo meno difficile il riposo nelle ore più calde. In un territorio dove le temperature superano spesso i 45°C, questo riparo può aiutare le femmine durante l’allattamento e aumentare le possibilità di sopravvivenza dei piccoli.
Una protezione contro i predatori
Le recinzioni sono state progettate per impedire l’ingresso dei predatori, una delle principali cause di morte per le gazzelle giovani. Gli animali possono spostarsi tra i moduli fotovoltaici senza ostacoli rilevanti e conservare abitudini tipiche della vita selvatica, pur beneficiando di una protezione che in natura non avrebbero.
Prima di avviare il programma di riproduzione, i responsabili hanno osservato il funzionamento dell’area per sette mesi. Durante questo periodo non sono stati registrati danni alle strutture, interferenze con le attività dell’impianto o anomalie nel comportamento delle gazzelle.
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Dalla crisi della specie a 600 esemplari
Le gazzelle delle sabbie, note anche con il nome arabo reem, popolano da millenni gli ambienti aridi della penisola arabica. Negli ultimi decenni, tuttavia, il bracconaggio, la riduzione degli habitat e l’aggravarsi delle condizioni climatiche hanno fatto diminuire la consistenza delle loro popolazioni.
La specie vive in gruppi e segue una stagione riproduttiva precisa. Nel contesto protetto del parco, la disponibilità di acqua e cibo, insieme alle temperature più contenute sotto i pannelli, dovrebbe contribuire a ridurre la mortalità dei neonati. Il progetto non prevede un allevamento completamente separato dalla natura, ma una gestione in ambiente semi-naturale.
Un modello per altri impianti
ReWildingVoltaics applica alla conservazione della fauna il principio già utilizzato con l’integrazione tra agricoltura e produzione solare. In questo caso, lo spazio occupato dai pannelli viene utilizzato anche per sostenere una specie vulnerabile, trasformando l’impianto in un possibile rifugio per la biodiversità.
L’esperienza potrebbe essere valutata in altri territori aridi o semi-aridi, ma la sua replicazione dipenderà da diversi fattori: recinzioni adeguate, assistenza veterinaria, controllo del comportamento e scelta di specie compatibili con le caratteristiche dell’area. Il traguardo del 2031 dirà se il gruppo iniziale sarà riuscito a raggiungere quota 600 e se questo approccio potrà essere adottato più ampiamente.
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