24notizie oggi Scopri i vantaggi
4 Zampe 2 min di lettura1 ora fa

190 lupi morti in 4 mesi: il segnale che arriva da 7 regioni

Il bilancio dell’Osservatorio Lupo mette in luce il peso di bracconaggio, veleni e traffico stradale sulla fauna selvatica italiana.

Il bilancio dei primi quattro mesi del 2026 mostra quanto sia fragile la convivenza tra lupo e attività umane. I 190 esemplari rinvenuti senza vita evidenziano un problema che coinvolge strade, territori rurali e aree naturali, mentre soltanto 4 animali sono tornati in libertà dopo essere stati soccorsi.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Una pressione che supera i limiti

La mortalità registrata non appare come un episodio isolato. In sette regioni, il numero degli esemplari deceduti ha già oltrepassato le soglie teoriche elaborate dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per valutare le perdite sostenibili delle popolazioni locali.

Il superamento è avvenuto entro aprile, quando mancavano ancora molti mesi alla conclusione dell’anno. Se la tendenza dovesse proseguire, potrebbero risentirne l’equilibrio dei branchi, la riproduzione e lo spostamento dei giovani verso nuovi territori.


Strade, veleni e uccisioni illegali

Tra le cause censite compaiono gli investimenti, le uccisioni riconducibili al bracconaggio e l’impiego di sostanze tossiche. L’espansione del lupo verso pianure e zone periferiche lo porta a confrontarsi con una rete stradale più fitta, aumentando le possibilità di collisione con i veicoli.

Bracconaggio e avvelenamento costituiscono invece condotte illegali, nonostante la protezione riconosciuta in Italia al Canis lupus. Le esche tossiche, in particolare, possono colpire senza distinzione anche altri animali selvatici e domestici presenti nell’area. Nello stesso periodo sono stati inoltre censiti 47 episodi di predazione e un possibile attacco a una persona in Abruzzo, circostanza rara che richiede una valutazione prudente, senza allarmismi né minimizzazioni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il bilancio tra morti e soccorsi

I numeri sono stati raccolti dall’Osservatorio Lupo tra gennaio e aprile 2026 e resi pubblici il 13 maggio attraverso 30Science.com. Il dato di 190 animali deceduti rappresenta quindi un conteggio riferito a casi rilevati, non una proiezione statistica.

Nello stesso arco temporale risultano 9 lupi feriti o catturati. Quattro di loro sono stati curati e successivamente liberati: un esito positivo ottenuto grazie a strutture specializzate, operatori formati e procedure dedicate, ma numericamente ridotto rispetto alle perdite complessive.

Le soglie ISPRA indicano, in termini teorici, quante perdite una popolazione potrebbe assorbire senza compromettere nel lungo periodo sopravvivenza e capacità riproduttiva. Il loro superamento anticipato in sette regioni segnala dunque una pressione superiore a quella ritenuta compatibile con la conservazione della specie.

Il quadro restituito dall’Osservatorio riguarda anche il rapporto tra allevamento, viabilità e tutela della fauna. Il recupero dei quattro esemplari dimostra che l’intervento umano può salvare animali feriti; i 190 decessi mostrano però che le misure di soccorso, da sole, non bastano a ridurre il fenomeno.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere