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4 Zampe 2 min di lettura4 giorni fa

10.700 euro e nessun nome: la svolta per 200 gatti

Un versamento anonimo ha coperto la cifra mancante per la seconda fase del rifugio progettato da Prava Šapa a Samobor, in Croazia.

Per i volontari di Prava Šapa, il traguardo sembrava ancora distante. Poi, sul conto della raccolta fondi, è comparsa una somma di 10.700 euro: abbastanza per completare l’obiettivo previsto nella seconda fase del progetto. A inviarla è stata una persona rimasta anonima, senza lasciare messaggi né indicazioni sulla propria identità.


Il bonifico che sembrava un errore

L’importo, arrivato attraverso una piattaforma di crowdfunding, ha inizialmente suscitato più cautela che entusiasmo. Una cifra così alta poteva infatti essere frutto di un versamento sbagliato, così i volontari hanno atteso prima di considerarla acquisita.

Il trasferimento sul conto dell’associazione ha richiesto ulteriori verifiche. Poiché l’operazione è avvenuta durante il fine settimana, sono trascorsi due giorni prima della conferma definitiva. Quando il denaro è risultato effettivamente disponibile, Prava Šapa ha condiviso la notizia con i propri sostenitori: «Gente, non è un errore, i soldi ci sono arrivati! Il progetto è pagato!».


Oltre 200 gatti aspettano il rifugio

L’associazione opera a Samobor, in Croazia, e sta realizzando una struttura pensata per accogliere più di 200 gatti. Il rifugio sorgerà su un’area di circa 1.200 metri quadrati e dovrebbe offrire protezione e assistenza agli animali che ne hanno bisogno.

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La raccolta era stata avviata per sostenere i costi della costruzione, ma le offerte procedevano lentamente. Con il nuovo contributo, il progetto può avanzare verso i prossimi interventi, tra cui la messa in sicurezza del cantiere e il recupero dello scavo. L’edificio, tuttavia, non è ancora terminato.


I volontari cercano il benefattore

Resta sconosciuta la persona che ha reso possibile questo passo avanti. Prava Šapa ha quindi rivolto un invito pubblico al donatore, chiedendogli di contattare l’associazione anche in forma privata.

L’obiettivo dei volontari è ringraziarlo direttamente e informarlo sull’impiego dei fondi e sull’avanzamento dei lavori. Al di là dell’identità del benefattore, i 10.700 euro hanno ridotto la distanza dal rifugio e dato nuovo slancio a chi ogni giorno si occupa dei gatti.

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